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Una corsetta tra le vie del varesotto

Carlo Airoldi

Riva Beniamino

Esistono in provincia di Varese 13.147 intitolazioni tra vie, piazze e quant'altro. Molte di queste hanno nomi, ovviamente spesso ripetuti, di luoghi o di personaggi ricordati a vario titolo nella storia del nostro paese.

Il nome più ricorrente, e c'era da aspettarselo, è quello di Giuseppe Garibaldi con 98 intitolazioni, seguito da Giuseppe Mazzini con 91, da Alessandro Manzoni con 76 e Cavour con 73. Più gettonata appare solo Roma con 106, mentre il Piave si ferma a 85 e Milano non va oltre le 48. Tanti sono dunque i nomi di persone e luoghi che rimarrebbero da citare ma l'elenco è troppo lungo e rischierebbe di diventare noioso. Meglio dunque pescare all'interno del lungo elenco di conosciuti e meno noti un personaggio che abbia le caratteristiche per rendersi interessante. Carlo Airoldi, dunque.

Nasce a Origgio il 21 settembre 1869 alla cascina Broggio, da una famiglia contadina. Il padre è Luigi e la madre Annunciata Borroni. Inizia a partecipare a gare podistiche in provincia di Varese, poi a livello nazionale e la sua prima vittoria documentata è a Gorla nel 1891. Nel 1892 vince la Milano-Torino e quindi la Milano-Lecco. Diventa famoso come uno dei migliori fondisti del periodo e nel settembre del 1895 vincendo la Milano-Barcellona di Km 1050, percorsa in dodici tappe, guadagna la fama di migliore in assoluto battendo Luis Ortegue sino ad allora considerato il più forte. Ad un kilometro dal traguardo superò dunque il francese, ormai stremato, avviandosi alla vittoria, ma, volgendosi per guardare quanto guadagno avesse preso sull'avversario, lo vide caduto accasciato a terra. Ritornò quindi sui suoi passi, si caricò in spalla l'Ortegue e tagliò il traguardo dicendo "Io sono il primo, ma lui è il secondo". La vittoria gli fruttò un premio di 2000 pesetas che, vedremo, avrà conseguenze nefaste.

Nel 1895 sfida Bufalo Bill, che era di turnè in Italia, sulla distanza di 500 km, lui a piedi e l'altro a cavallo. La sfida non ha luogo perchè l'americano pone come condizione di poter disporre di due cavalli.

Nel 1896 vorrebbe partecipare alla prima Olimpiade che si svolgerà ad Atene ma non ha il denaro per il viaggio: propone al giornale "La Bicicletta" una sponsorizzazione e percorrendo 70 km al giorno, dopo un viaggio avventuroso, in 28 tappe arriva nella capitale Greca. Favorito per la vittoria è Spyridion Luis, greco, considerato un eroe nazionale e gli organizzatori non vogliono correre rischi: essendo sponsorizzato da un giornale e avendo vinto nel passato le 2000 pesetas, Carlo Airoldi viene considerato un professionista ed escluso dalla gara. Naturalmente Spyridion Luis vince!

Tornato da Atene L'Airoldi partecipò ad altre gare riuscendo a far conciliare il suo lavoro da operaio in una fabbrica di cioccolato anche con la partecipazione a gare di lotta e sollevamento pesi. Nel 1898 si trasferisce in Svizzera per cercare lavoro. A Berna lavora in una fabbrica di biciclette e nel 1900 partecipa e vince la Berna-Friburgo. Torna a Milano per breve tempo e riparte, sempre per cercar fortuna, per il Sud America. Rientra a Milano nel 1902 e si guadagna da vivere come organizzatore di gare e direttore di società sportive, l'ultima delle quali è il Club Ciclistico "La veloce di Legnano". Tra le tante avventure trovò anche il tempo di sposarsi ed ebbe sei figli. Morì a Milano il 18 giugno 1929 per sopravvenute complicazioni causate da diabete del quale soffriva.

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