AgricultorE

Senza titolo (blu)

By Mauro Bertani, 19 Giugno, 2018,

Dall'arte di Masi all'opera del Maga

Stavo frequentando un laboratorio del Maga per adulti, scopo era rifare una tela di Paolo Masi, tre metri per due. Noi eravamo in quattro e la tela era un metro per un metro. Il lavoro consisteva nel lasciare la tela orizzontale sul tavolo, immergere il pennello nella tempera, alzarlo sopra di essa e fare in modo che una goccia cadesse sulla tela. Iniziamo il lavoro. Dopo circa un'ora io incomincio a dare i primi segni di scompenso, causa lavoro ripetitivo. Vado in scivolata per falciare qualcuno che ascolta: "Ora ho capito cosa vuol dire minimalismo: gesto ripetitivo migliorato nel tempo...". Un altro: "Catena di montaggio...". Un altro ancora: "alienazione...". Ricordo che quella di Masi era una tela degli anni 80, ma il minimalismo nasce negli anni 60 e in quel periodo l'Italia era florida di piccole fabbriche e di operai. E allora dico: "Un quadro che a guardarlo non gli daresti nulla, eleva il lavoro ripetitivo di una generazione, ad arte". Uno risponde: "Ma cosa stai dicendo!? Stiamo facendo solo degli stupidi puntini". Io: "Dipende se sei capace di vedere la struttura delle cose, ogni materiale ha la sua superficie e nelle foto dei tombini puoi vedere la struttura della città...".

Se vuoi vedere il risultato di un laboratorio del Maga per ragazzi ti invito ad andare in via dei Mercanti a Gallarate, se invece ti interessa vedere il risultato di un laboratorio per adulti ti rimando ad "Architettura di luce" di Enrica Borghi.

Tra racconto, finzione e realtà ho provato a spiegarti il minimalismo di Masi e l'opera del Maga; se invece vuoi vedere "Senza titolo blu", l'originale lo trovi alla mostra "Doppio Spazio"; la copia cercala appesa su qualche cartellone pubblicitario, o sulla cornice di qualche marciapiede, o nella regolarità di qualche tombino, l'importante è che riesci, con una serie di parole, a far rivivere un gesto.